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In Sicilia sono ancora 482mila le auto Euro 0 in circolazione


Che cosa significa avere l'auto Euro 0, 1, 2, ...


Le auto più “anziane” del nostro parco nazionale sono quelle classificate come euro 0, quelle auto che erano fuori dalla classificazione obbligatoria entrata in vigore nel 1993, per cui sono quelle immatricolate prima di questa data. Guidare regolarmente un'auto Euro 0 ha conseguenze negative anche a livello economico, non solo ambientale,  secondo una stima di Facile.it, infatti le assicurazioni costano molto di più: un elemento calcolato per ottenere il fattore di rischio è proprio l'età dell'auto. Oltre ad essere dannose per l'ambiente, le auto Euro 0 sono quindi dannose anche per le nostre tasche.
Nonostante siano fuori norma fin dal 1992, le auto altamente inquinanti che circolano in Italia (le Euro 0) sono ancora 4,5 milioni, ovvero circa l'11,65% del parco auto italiano. Anche nella classifica delle percentuali, che forse rende meglio l'idea dell'indagine, la Campania è seconda con il 16,26% di 'Euro 0' nell'intero parco auto, prima è la Calabria con il 16,27%. Auto storiche? No, auto vecchie ed inquinanti: quelle storiche sono appena più di 800mila secondo International Business Time.
Guardando i dati elaborati da Facile.it  nel confronto delle polizze RC auto, la regione che, in valori assoluti, ospita il maggior numero di veicoli Euro 0 è la Lombardia dove quelli immatricolati sono ben 591mila; subito dopo troviamo la Sicilia con 482mila automobili iscritte in questa categoria e, al terzo posto, il Lazio, dove i veicoli Euro 0 sono circa 477mila. In termini percentuali, la provincia col parco auto più inquinante è invece Napoli che con il 17,99% precede Vibo Valentia, seconda (17,90%) davanti ad un'altra calabrese, Reggio Calabria, che si ferma al 17,88%. Su base provinciale la migliore è Genova (6,6%) che precede Livorno e Belluno (entrambe 7%).
Le automobili Euro 0 possono circolare liberamente su strada, ma si devono fermare in occasione di tutti i blocchi del traffico. Ma che vuol dire Euro 0, 1, … e come faccio a sapere come si posiziona la mia automobile? Ecco una dettagliata panoramica sulla classifica “ambientale” delle autovetture:
  - Euro 0: rientrano in questa categoria tutti i veicoli a benzina senza catalizzatore e quelli "non ecodiesel". Si tratta per lo più di mezzi immatricolati prima del 31/12/1992, data dopo la quale è diventata obbligatoria l'omologazione alla classe Euro 1. Poiché altamente inquinanti, in molte città non possono circolare anche a prescindere dai blocchi del traffico (tranne che per alcune eccezioni come ad esempio le auto d'epoca);
  - Euro 1: la normativa è in vigore dal 1993 e ha obbligato a montare sui nuovi veicoli la marmitta catalitica e a usare l'alimentazione a iniezione nei motori a benzina;
  - Euro 2: la normativa è in vigore dal 1997 e ha imposto modifiche per la riduzione delle emissioni inquinanti differenziate tra i motori a benzina e i diesel;
  - Euro 3: la normativa è in vigore dal 2001 e ha imposto l'adozione di un sistema chiamato Eobd, per tenere sotto controllo il sistema antinquinamento;
  - Euro 4: la normativa è in vigore dal 2006 e impone limiti ancora più severi. Anche se in qualche caso era già presente sulle diesel Euro 3, il filtro antiparticolato comincia a diffondersi sulle Euro 4;
  - Euro 5: in vigore da Ottobre 2008, la norma Euro 5 per essere rispettata impone l'adozione generalizzata del filtro antiparticolato sulle diesel e riduce anche il livello di emissione delle auto a benzina.
  - Euro 6: è entrato in vigore a settembre 2014 e da settembre 2015 tutte le auto immatricolate sono Euro 6. Alcuni costruttori hanno però iniziato a produrre auto Euro 6 già nel 2011 e 2012, motivo per cui quelle più vecchie sono al massimo Euro 5.

Per sapere a quale categoria Euro appartiene il tuo veicolo controlla la normativa di riferimento riportata sulla carta di circolazione. Le date di obbligatorietà per le nuove immatricolazioni sono solo indicative. Alcune case automobilistiche anticipano infatti la produzione di veicoli prima della data di obbligatorietà di una categoria e, viceversa, alcune continuano a produrre veicoli di categorie precedenti anche quando sono entrate in vigore le nuove classi.  
In alcuni casi, per le auto immatricolate come nuove tra il 1993 e il 1996, la carta di circolazione non riporta l'indicazione della direttiva europea di riferimento. Queste auto rientrano sicuramente nella classe Euro 1, obbligatoria per le immatricolazioni di auto nuove fatte dopo il 1 gennaio 1993. Per verificare, invece, l'eventuale conformità dell'auto ad una categoria successiva di tipo Euro 2 o Euro 3 è necessario rivolgersi al Dipartimento dei Trasporti Terrestri. Oppure chiedere attraverso i nostri contatti, ovvero la nostra chat. 

Che cosa è il Filtro antiparticolato?

Il Filtro Anti Particolato (FAP) è un dispositivo capace di abbattere le emissioni di polveri sottili (particolato) prodotte dai motori diesel. Il funzionamento del Filtro Anti Particolato si basa sull'aggregazione delle polveri sottili (particolato fine o PM10), prodotte dai gas di scarico, in agglomerati di particelle più grosse, che vengono intercettate da un filtro inserito nel condotto della marmitta. Per evitare l'intasamento che danneggerebbe il motore, il filtro Anti Particolato provvede periodicamente a rimuovere questi agglomerati bruciandoli (ossidandoli), attuando così quella che viene chiamata rigenerazione del filtro. 
In molti comuni le auto diesel possono circolare in deroga alle targhe alterne o al blocco del traffico solo se dotate di Filtro Anti Particolato (anche se rispettano la normativa Euro 4). Attualmente il Filtro Anti Particolato è montato di serie su numerosi modelli diesel di nuova costruzione e garantisce un'elevata efficienza nella riduzione delle polveri sottili. E' però possibile far installare un modello semplificato di Filtro Anti Particolato anche successivamente (il cosiddetto montaggio in retrofit o after-market) su molti veicoli diesel, ma il rendimento è inferiore rispetto a quelli di serie.